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Immigrazione, la via del governo: sbagliata in tutti i sensi.

21 maggio, 2009 | Di Marilena Samperi | Categoria: Società

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Il provvedimento sulla sicurezza approvato con la fiducia alla Camera e trasmesso al Senato contiene una serie di misure ritenute antiumanitarie non solo dal Partito democratico, ma da centinaia di associazioni di volontariato, di organismi no profit, di associazioni professionali.
Vengono introdotti nel nostro ordinamento il reato di immigrazione clandestina, il principio di correità per chi dà alloggio ad un irregolare, (come si dovranno comportare gli anziani che hanno in casa una badante?, le “ronde” per la sicurezza, l’aumento delle tariffe per il rilascio del permesso di soggiorno.
Si rende impossibile la vita agli immigrati irregolari, ledendo diritti fondamentali: i cittadini stranieri che vogliano sposarsi tra di loro o che vogliano sposare un cittadino italiano, dovranno esibire il permesso di soggiorno altrimenti non potranno farlo.
Così come devono esibirlo anche per ottenere atti di stato civile, come la registrazione per la nascita o il riconoscimento dei figli naturali. Si creeranno così uomini “invisibili” e, ancor peggio, bambini “invisibili”…
E infine viene prolungata la permanenza nei centri di identificazione (ex CPT), portata ai massimi livelli europei e cioè a 180 giorni.
Domandiamoci: questo provvedimento servirà a dare sicurezza agli italiani?
La paura e l’incertezza che ci dominano derivano dall’immigrazione clandestina o dall’insicurezza per il lavoro, per il proprio futuro, dalla sostanziale impossibilità di programmare la propria vita?
I rimedi che la maggioranza ha inteso assumere per contrastare l’immigrazione clandestina sono del tutto inefficaci rispetto al problema complesso che ha una dimensione globale e che non può essere certamente risolto equiparando criminalità e immigrazione. La conseguenza non potrà che essere la negazione di una serie di diritti degli immigrati che avrà come conseguenza anche l’affievolimento delle tutele dei cittadini italiani.
Dall’inizio di questa legislatura, il Governo e la maggioranza appaiono prigionieri della cosiddetta «questione sicurezza», con conseguente proliferazione di norme e provvedimenti «manifesto», che pongono problemi non solo etici ma anche di oggettiva utilità. Sarebbe stato più efficace intervenire con strumenti quali gli accordi internazionali bilaterali o forme di cooperazione tra le forze di polizia europee. L’aumento del numero dei reati e l’inasprimento delle pene rappresenta una risposta semplicistica, inadeguata, illiberale e autoritaria a tematiche estremamente delicate e complesse.
Non va sottovalutata la gravità dei problemi, ma la buona politica deve saper affrontare i cambiamenti della società senza rinunciare ai valori e ai principi che costituiscono l’ossatura della nostra società civile e democratica.

di  Marilena Samperi

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