Per non correre il rischio di ridar vita a Napoleone

25 maggio, 2009 | Di Donata Lenzi | Categoria: In Primo Piano

lapr_9194203_42480Facciamola noi una proposta. Breve semplice e comprensibile.

Prima che un parlamento denigrato da anni, umiliato dal capo del governo, sminuito nella sua dignità da un sistema elettorale che volutamente rompe qualsiasi legame con la rappresentanza di territori o di classi sociali, sia ridotto drasticamente al numero e al peso di una assemblea di condominio. La democrazia si fonda sull’equilibrio tra i tre poteri,legislativo, esecutivo, giudiziario onde evitare che troppo potere stia nelle mani di pochi, o meglio nelle mani di uno solo. Se il governo lavora per diminuire i poteri di magistratura e parlamento l’equilibrio è già rotto.

1) senato federale di 180 membri e camera dei deputati di 300, competenze distinte, (basta ping pong da uno all’altro)maggiori poteri di controllo alle opposizioni.

2) rappresentanza vera del territorio, preferenze o collegi, ma di ogni eletto vogliamo avere la responsabilità della scelta e ai cittadini e non al premier devono rispondere. Fatemi scegliere il deputato ! deve essere il nostro slogan.

3) Abrogare il lodo Alfano

“la sinistra si oppose alla nostra riduzione dei parlamentari ” dice la Lega . Vi ricordo che

Nel 2006 gli italiani hanno votato no ad una modifica di cinquanta articoli della costituzione che riguardavano di tutto. Nel 2007 arrivò in aula alla camera la riforma Violante, riporto un agenzia di allora: ” La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato la riduzione del numero dei deputati da 630 a 512: 500 eletti in Italia e 12 nella circoscrizione Estero. La norma è stata approvata a larga maggioranza con la convergenza di centrosinistra e centrodestra, a eccezione di Forza Italia, che ha votato contro perché - come ha affermato il coordinatore Sandro Bondi - non ritiene possibile “avventurarsi in proposte di riforma costituzionale”. La commissione presieduta da Luciano Violante (Ds) aveva già approvato l’emendamento al testo di riforma costituzionale che riguarda il Senato federale, che secondo la norma dovrà essere eletto su base regionale, con 184 componenti. ” 4 ottobre 2007

Lascia un commento