Fare il parlamentare europeo non è impegnativo?

24 luglio, 2009 | Di Donata Lenzi | Categoria: In Primo Piano

6531Abbiamo scritto nel regolamento delle europee, approvato dalla direzione nazionale del 23 marzo all’art 2, che ci impegnavamo a: “candidare al Parlamento europeo donne e uomini che assumano su di se la responsabilità di rappresentare gli elettori italiani per l’intero mandato ” abbiamo escluso di conseguenza esplicitamente chi aveva incarichi amministrativi. Ero assolutamente d’accordo. Avevo inteso che il senso della decisione fosse garantire alla nostra delegazione europea stabilità, capacità di lavoro, incisività e  ottenere rispetto. Quindi che per una volta chi era eletto in Europa si impegnasse a far politica in Europa. Ho inteso male.
Vedo infatti un proliferare di candidature a segreterie regionali di eletti in Europa e quattro candidati ora eletti si fanno una propria lista a sostegno di Franceschini tramutando quindi il consenso per l’Europa in un consenso per la lotta interna. Tutto legittimo per carità. Personalmente sto diventando allergica agli statuti e non penso che quella sia la strada per risolvere questioni politiche, non voglio quindi proporre regole in più ma mi chiedo: siamo sicuri che gli elettori di collegi comprensivi di più regioni che hanno espresso per loro una preferenza  adesso non si sentano  un po’ delusi?

2 commenti
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  1. sono perfettamente del tuo parere. saluti carla

  2. ,Sono parzialmente d’accordo nel senso che sarebbe logico che chi si assume una carica importante come il Parlamento Europeo si deve dedicare totalmente allo scopo, ma siccome, credo ti riferisci al ex Sindaco di bologna, converrai che per persone con la sua capacità ed esperienza, non si debba lasciare in disparte perche a espresso il desiderio di allevare suo figlio davicino, ricordiamo innanzitutto quello che nella sua cariera ha realizato per il sindacato e per il partito

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