E’ in gioco la libertà di tutti
5 settembre, 2009 | Di Sandra Zampa | Categoria: NewsIl primo settembre ho visto e ascoltato al Tg1 delle 20 le parole di Silvio Berlusconi da Danzica. Parole senza rispetto per il direttore di Avvenire, Boffo. Parole minacciose e ingiuriose nei confronti di Repubblica e del suo direttore Ezio Mauro. Non si può assistere in silenzio a quanto sta accadendo. Non si può restare immobili difronte all’aggressione in corso da parte del governo e della sua maggioranza alla libertà di informazione e all’esercizio del legittimo diritto di critica. Ricatti, intimidazioni, minacce, disinformazione. Stiamo davvero vivendo una brutta pagina della storia del nostro paese. Confesso che lo spettacolo lascia attoniti: gente che si rotola nel fango. E si vorrebbe starne lontano sperando che la gente provi lo stesso ribrezzo e capisca cosa c’è in gioco.
Ma non si può tacere. Nessuno può volgere lo sguardo da un’altra parte. Tanto meno può farlo chi siede in parlamento, il luogo della democrazia, la casa della libertà.
È tempo di una reazione e di una mobilitazione delle coscienze. Non si può contare su gran parte dell’informazione prodotta dalla televisione pubblica.
Con eccezione della terza rete abbiamo a che fare con telegiornali che nascondono e disinformano. La vicenda che ha riguardato Boffo, va annoverata tra le più ignobili pagine del giornalismo italiano.
Considero umiliante e non dignitoso che un giornalista si possa ridurre ai ricatti e alle intimidazioni come ha fatto Feltri.
Mi pare che l’editoriale con cui ha spiegato le ragioni della sua guerra a Boffo parli da sé. Abbiamo voluto dargli una lezione, c’è scritto in sostanza. I fascisti facevano così. I mafiosi lo fanno ancora.
Feltri lo ha fatto al solo scopo di difendere l’indifendibile. Per i fatti che lo riguardano è tempo che il presidente del consiglio venga in parlamento per riferire.
Noi del Pd lo abbiamo chiesto con una interrogazione. Lo deve all’opinione pubblica come Repubblica gli ricorda da tempo.
Ora in gioco c’è di più ancora. In gioco c’è la libertà di tutti. Dobbiamo esserci.













