Le bugie di Brunetta

14 maggio, 2009 | Di Ivano Miglioli | Categoria: Economia e Lavoro

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Nel corso dell’audizione Presso la Commissione Lavoro, il Ministro Brunetta ha presentato la relazione relativa al “Monitoraggio dei lavoratori flessibili nella Pubblica Amministrazione”.

Nel corso di una precedente conferenza stampa relativa alla rilevazione, il Ministro aveva affermato che era necessario conoscere i dati per capire ed assumere provvedimenti necessari ed aveva concluso dicendo che nessuno deve mentire sapendo di mentire.

I dati forniti, con così tanta enfasi, sono, però estremamente parziali ed imprecisi:

  • al questionario hanno risposto meno della metà delle amministrazioni ed enti: 4.027 su circa 10.000;
  • si è escluso completamente dal monitoraggio il comparto della scuola che, secondo i dati forniti dal Ministero competente, presenta un numero pari a 205.00 lavoratori precari tra personale docente e non docente;
  • dalla rilevazione sono esclusi i co.co, che la ragioneria dello Stato ha indicato in 79.493 persone;
  • secondo i dati forniti dalla Ragioneria dello Stato i lavoratori a tempo determinato sono 112.489, gli interinali 11.568 e gli LSU 25.213;
  • il carattere della rilevazione è puramente “quantitativo” senza alcun riferimento al carattere qualitativo delle funzioni svolte dai lavoratori in questione;

Nel corso dell’audizione, inoltre, il Ministro Brunetta ha affermato che il mancato rinnovo dei contratti per il personale precario sarebbe da attribuire alla normativa del Governo Prodi.

Tali normative, al contrario, hanno permesso, anche attraverso gli accordi sindacali intercorsi con le amministrazioni pubbliche, la stabilizzazione di migliaia di rapporti di lavoro precario. Sono, invece, le norme, emanate dal Ministro Brunetta, quali il D.L. 112/2007 e quelle previste dall’Atto senato 1167 (ex 1441-quater alla Camera) che prevedono rispettivamente:

  • la limitazione per la stabilizzazione al n10% dei rapporti cessati l’anno precedente
  • l’impossibilità, dopo il 30 giugno 2009, di procedere alla stabilizzazione del personale avente diritto;
  • impossibilità di rinnovare il contratto per quei lavoratori, che nell’ultimo quinquennio abbiano avuto rinnovato il contratto per più di 3 volte.

In un periodo di crisi economica così forte come quella che stiamo vivendo è incomprensibile la scelta del Governo di procedere, nei fatti, al licenziamento di oltre 34.000 lavoratori precario ai quali non verrà rinnovato il contratto entro il 31 dicembre 2009-04-29

Pertanto chiediamo:

  1. che il Ministro Brunetta ritiri il Disegno di legge 1167, al momento all’esame del Senato e si attivi una moratoria per gli anni 2009/2010, nel corso della quale il, Governo si impegna a non procedere ad alcun tipo di licenziamento dei lavoratori precari;
  2. che si sospenda, con apposita norma, la previsione dell’art. 49 del D.L. 112/2008 che impedisce il rinnovo del contratto ai lavoratori precari che nell’ultimo quinquennio abbiano già avuto 3 contratti, anche se di tipologie diverse, con le amministrazioni dello Stato;
  3. si anticipi la pubblicazione del Conto annuale della Ragioneria dello Stato.

di Damiano, Miglioli, Mattesini

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