DPF 2010-2013: l’intervento in Aula alla Camera

31 agosto, 2009 | Di Ludovico Vico | Categoria: Economia e Lavoro

500-euroAl sud prima Berlusconi toglie poi finge di dare-

Per il secondo anno consecutivo del Governo Berlusconi nel DPEF manca il Mezzogiorno d’Italia.
Non ci deve meravigliare. Questo Governo ha spostato una parte consistente delle risorse finanziarie FAS del Mezzogiorno nelle aree a più alto tasso di sviluppo, inaugurando così un modello redistributivo delle risorse funzionale alla ristrutturazione di una sola parte ,quella più ricca, del Paese.
Nel 2009 il Governo Berlusconi ha accentuato enormemente la pratica di utilizzare le disponibilità del FAS (fondo sviluppo aree sottosviluppate) come bancomat. Gli stanziamenti FAS del bilancio dello Stato hanno subito decurtazioni pari a 16,4 miliardi nel periodo 2008-2011; ad essi si sono aggiunti i 4 miliardi per gli ammortizzatori e, infine, i 4 miliardi per il terremoto in Abruzzo.
Ora, il Governo, anzi il Presidente del Consiglio annuncia attraverso la stampa un piano per il Mezzogiorno.
Leggiamo di un solenne impegno non verso il Parlamento ma assunto nei confronti dell’onorevole Micciché e del presidente Lombardo. Trattasi - dice il comunicato - di destinazione di 18 miliardi di euro di FAS regionale e interregionale per il Mezzogiorno. Si aggiunge 7-8 miliardi di euro per le infrastrutture e, forse, un Ministero per il Mezzogiorno.
Si tratta solo di rendere il maltolto! O forse siamo ancora agli spot?
Dal ponte dello stretto di Messina al corridoio numero 1 Berlino-Palermo, dal corridoio numero 8 all’alta velocità Napoli-Bari, dall’adeguamento della statale ionica al trasporto urbano meridionale, fino ad ora non ne abbiamo rilevato traccia in nessun atto parlamentare e di Governo, a partire dagli atti del CIPE (vedi l’ultimo del 26 giugno), in questo DPEF e neanche, per dirne uno fra i tanti, sul piano strategico delle infrastrutture.
Rregioni come la Puglia e la Sicilia hanno presentato già da maggio scorso i piani attuativi regionali e gli stessi non sono stati ancora autorizzati ed è urgente mettere in circolazione quelle risorse finanziarie trattenute e le opere pubbliche per attenuare i crampi della crisi nel Paese e nel Mezzogiorno.

ricordo che il sud è un’area vasta ed articolata composta da 8 regioni, 41 province, con 21 milioni di abitanti (il 35,6 per cento del nostro Paese), con una superficie di 124 mila chilometri quadri (il 46 per cento del nostro Paese) ma con un PIL più debole (solo il 26,9 di quello del Paese), e con un PIL pro capite del 23,7 per cento..
La spesa pubblica pro capite nel Mezzogiorno è stata nel 2008 di 10.490 euro, inferiore rispetto ai 12.300 euro pro capite del centro-nord.
La quota del Mezzogiorno sulla spesa in conto capitale è stimata nel 2008 al 34,9 per cento; una percentuale ben più bassa del 41,1 per cento del 2001 e lontanissima dall’obiettivo del 45 per cento come stabilito per legge. La legge di cui parlo è la legge 5 maggio 2009, n. 42, più nota come federalismo fiscale.! Non chiediamo privilegi, chiediamo giustizia.

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