Nomine in sanità in Lombardia: senza pudore
21 luglio, 2009 | Di Redazione Cambiare Rotta | Categoria: Da Milano, Dai Territori
Un ex assessore a fare il direttore generale, Carlo Borsani, un ex assessore regionale di Alleanza Nazionale ha già trovato una nuova collocazione come presidente del Besta. La Fondazione del Policlinico di Milano, fino a ieri guidata dall’ex sindaco Carlo Tognoli, è affidata a Giancarlo Cesana, esponente storico di Comunione e Liberazione e dell’area d’interessi che si riconosce nella Compagnia delle Opere. Si dirà così fan tutti. Ma è proprio vero? Comunque per chi vuole approfondire vi consiglio di leggere l’articolo del Corriere della sera del 15 luglio.
Il caso. Dopo il voto cambia la mappa nelle Fondazioni, un posto per ogni corrente. Sanità lombarda, le nuove poltrone E Cl conquista il Policlinico. La Lega chiede e ottiene la presidenza all’Istituto dei Tumori
MILANO - Fossero state cinque, le poltrone da dividere e le correnti del centrodestra lombardo da accontentare, avremmo parlato di pentapartito. Ma le Fondazioni sanitarie di cui ieri sono stati nominati dalla Regione Lombardia i nuovi presidenti sono quattro, come le anime della coalizione che governa al Pirellone. Così, il pezzo pregiato della sanità lombarda, la Fondazione del Policlinico di Milano fino a ieri guidata dall’ex sindaco Carlo Tognoli, è da oggi affidata a Giancarlo Cesana, esponente storico di Comunione e Liberazione e dell’area d’interessi che si riconosce nella Compagnia delle Opere. Al Policlinico, insomma, va un professore di Igiene della Bicocca di Milano, ma anche l’espressione inequivocabile del potere che ha nel governatore lombardo Roberto Formigoni il suo terminale e leader politico.
La nomina di Cesana arriva in un momento particolarmente delicato per la sanità lombarda. Da un lato, non si ferma il processo di ispezioni avviate dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti al Niguarda, una delle roccaforti formigoniane; dall’altro, inizia a farsi sentire la presa del viceministro Ferruccio Fazio, nominato a maggio e legato da oltre vent’anni a Don Verzè e al suo San Raffaele, in rapporti storicamente dialettici con Roberto Formigoni e con Comunione e Liberazione. Nel consiglio del Policlinico, Fazio ha inviato il pediatra e direttore del dipartimento sanità di Forza Italia Giuseppe Ricciardi, mentre all’Istituto dei Tumori il Ministero sarà rappresentato da Roberto Mazzucconi, direttore sanitario del San Raffaele.
Proprio alla fondazione Istituto dei Tumori, invece, la nomina regionale meno attesa. Il presidente sarà infatti Antonio Colombo, direttore generale di Assolombarda dal novembre del 2007, quando arrivò in Via Pantano per l’ultimo anno e mezzo del mandato di Diana Bracco. Colombo è uomo professionalmente legato al sistema confindustriale, avendo lavorato per anni all’Unione degli industriale di Varese e in Viale dell’Astronomia a Roma. Tuttavia, è proprio a Varese che vanno cercati i fili che portano alla sorprendente nomina di ieri: pur non essendo organico alla Lega - «non ho mai avuto alcuna tessera e sono un libero pensatore», dice di sé - la sua candidatura è arrivata dal partito di Umberto Bossi e dalla leadership varesina che maneggia le partite importanti, e che risulta legata a Colombo da rapporti di fiducia personale.
La presidenza di Colombo vale appena ad «addolcire» gli umori del Carroccio, arrivato a queste scadenze sull’onda di un trionfo elettorale senza precedenti, e certo non soddisfatto per l’ascesa di un «ciellino» doc come Cesana. Prende il posto, Colombo, di quel terza fondazione sanitaria milanese. Sul rinnovo di Borsani, più vicino ai vertici nazionali di Alleanza Nazionale che non al blocco regionale che fa capo a Ignazio La Russa, avrebbero pesato pressioni giunte direttamente da Roma. Borsani ha così preso il posto del forzista Alessandro Moneta, considerato vicino a Paolo Berlusconi proprio come il neopresidente della Provincia di Milano Guido Podestà, anche lui attivo imprenditorialmente nel settore sanitario. A Moneta è toccata l’ultima presidenza disponibile, quella del San Matteo di Pavia, al posto di Alberto Guglielmo, raggiunto proprio ieri mattina da un avviso di garanzia per vicende legate alla sanità pavese. La sua rimozione sarebbe stata tuttavia decisa in precedenza.
Sono attese per oggi le nomine regionali degli altri membri dei consigli di amministrazione delle fondazioni, di cui, sempre alla Regione, compete la maggioranza. Difficilmente il criterio applicato sarà meno rispettoso delle quattro anime della Lombardia di governo.
Simona Ravizza Jacopo Tondelli












