Bologna, Patto di stabilità dei Comuni

14 maggio, 2009 | Di Donata Lenzi | Categoria: Da Bologna, Dai Territori

bologna

Liberare risorse per gli investimenti e sostenere la ripresa.

Lunedì 11 maggio i sindaci di Bologna e provincia riuniti nel loro organismo di coordinamento (la conferenza metropolitana dei sindaci) hanno votato un documento di protesta contro i vincoli agli investimenti, organizzato una forte protesta in piazza Maggiore e sono stati ricevuti dal prefetto.
Hanno scritto: La rilevazione fatta tra i comuni ha evidenziato, da un lato, la disponibilità di somme per oltre 110 milioni di euro presenti nelle casse degli EE.LL. della provincia, ma non spendibili a causa degli attuali vincoli derivanti dal patto di stabilità e, dall’altro, il concreto rischio per il 40% dei Comuni del bolognese di uscire dal patto di stabilità 2009.
Nello stesso arco temporale il Parlamento ha assunto importanti iniziative che sono andate nella direzione richiesta dagli EE.LL.
Per citare solo le più significative:
L’approvazione alla Camera, nel gennaio scorso, dell’Ordine del giorno De Micheli e altri, con il quale si è impegnato il Governo a valutare la possibilità di escludere dai saldi utili del patto di stabilità i pagamenti e i residui delle spese per investimenti;
l’approvazione, praticamente all’unanimità, da parte della Camera della mozione Franceschini il 17 marzo u.s. e, da parte del Senato, di un ordine del giorno analogo.
Queste ripetute prese di posizione parlamentari, tuttavia, non sono ancora state recepite in provvedimenti legislativi; alcune modifiche proposte dal Governo, anzi, sono andate in direzione contraria a quella indicata dal Parlamento.
Il comma 8 dell’articolo 77-bis del Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dalla Legge n. 203 del 2008 (Legge Finanziaria per il 2009), ha disposto che le risorse originate da una serie di operazioni di carattere straordinario (cessioni di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali, distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere dalle società qualora quotate sui mercati regolamentati e vendita del patrimonio immobiliare) non siano conteggiate nella base assunta nel 2007 a riferimento per l’individuazione degli obiettivi e dei saldi utili per il rispetto del patto di stabilità interno, se destinate alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito.
Con la circolare n. 2 del 27 gennaio 2009 la Ragioneria Generale dello Stato ha interpretato il dettato letterale del comma 8 in senso fortemente restrittivo, stabilendo che l’esclusione delle suddette risorse debba essere riferita non solo al saldo finanziario preso a base di riferimento, ossia l’anno 2007, ma anche al saldo di gestione degli anni del patto 2009-2011, con ciò peggiorando, se possibile, la situazione della grande maggioranza degli EE.LL.
La citata circolare, criticata anche dalla Corte dei Conti della Lombardia, ha evidentemente snaturato la portata della norma, poiché l’esclusione dei proventi di cui al comma 8 non è limitata alla sola base di riferimento 2007, come concordato in sede parlamentare con il Governo, ma si estende ai saldi utili ai fini del patto di stabilità interno 2009/2011.
Ciò impedisce agli EE.LL. l’opportunità di destinare ad investimenti le risorse conseguite con dismissioni di azioni, quote di società, vendite di immobili e dividendi, rendendo così praticamente impossibile la programmazione e la realizzazione delle spese in conto capitale.
L’approvazione del DL n. 5/2009, con il maxi emendamento del Governo sul patto di stabilità, non ha modificato in senso generale questa situazione. La nuova formulazione voluta dal Governo, infatti, limita a soli 740 milioni di euro, a fronte dei 15 miliardi presenti nelle casse degli EE.LL., le maggiori disponibilità per Comuni e Province, sottoposti, per di più, a tre vincoli, che ne vanificano la fruizione.
Tutto questo è avvenuto mentre sono stati concessi al Comune di Roma 500 milioni di euro e la deroga al rispetto del patto di stabilità ed al Comune di Catania 140 milioni di euro a fondo perduto.
La Conferenza Metropolitana dei Sindaci della provincia di Bologna, nel quadro delle iniziative e delle richieste avanzate da ANCI e UPI chiede, una volta di più, al Governo di:

1.rimuovere il vincolo ai pagamenti per gli investimenti già finanziati da Comuni e Province e già realizzati dalle ditte appaltatrici, eliminando così un fattore di crisi per il sistema produttivo;
2.consentire una programmazione e realizzazione degli investimenti sul territorio, con la disponibilità a concordare con il Governo un programma di investimenti socialmente orientati e le relative dimensioni. Soltanto così sarà possibile per il sistema pubblico svolgere il ruolo anticiclico che rappresenta una componente fondamentale dei propri compiti istituzionali. A questo proposito è importante ricordare che, nel 2007, il comparto EE.LL. ha realizzato il 50,9% degli investimenti fissi lordi delle Amministrazioni pubbliche. Per contrastare la crisi e aumentare la coesione sociale è importante la realizzazione di tanti cantieri locali, più che di poche grandi opere che non si sa quando potranno partire.
3.garantire l’integrale copertura dei mancati introiti dell’ICI, al fine di non costringere gli enti locali a drastici tagli sui servizi proprio nel momento in cui, stante la crisi economica in essere, sono necessari ammortizzatori sociali maggiormente consistenti.

di Donata Lenzi

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